sapori di campania

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Zuppa di maruzze 0

Posted on marzo 05, 2012 by amministratore

Maruzze, Maruzzielli o Ammariegli. Secondo una antica tradizione mangiare le lumachine serve ad evitare litigi e tradimenti e questo piatto era tipico per la ricorrenza di San Giovanni il 24 giugno, il giorno dei sortilegi amorosi e dei riti delle streghe .Naturalmente stiamo parlando di un piatto che nasce come povero, data la facile reperibilità nelle acque di tutto il territorio campano . Anche se ci vuole molta pazienza per cavare il mollusco dal guscio, possiamo affermare con sicurezza che “l’impresa vale la spesa”, perché il suo gusto è davvero sopraffino. Non sono pochi i modi per cucinare una deliziosa zuppa di maruzze. Qui proponiamo la ricetta più tradizionale, ovvero lumachine di mare cotte in un sughetto leggermente piccante di pomodoro.  Una raccomandazione: le lumachine al momento dell’acquisto devono essere vive, toccatele con un dito, se si ritraggono nel guscio sono fresche, morte potrebbero essere tossiche.

 INGREDIENTI: per due persone

  • 250 gr di lumachine di mare
  • 200 gr di passata di pomodoro
  • olio
  • uno spicchio d’aglio
  • peperoncino
  • vino bianco
  • sale e prezzemolo

 

lavate velocemente le lumachine con acqua corrente, scolatele e cospargetele di sale (in questo modo usciranno fuori). Nel frattempo, in una padella fate soffriggere uno spicchio d’aglio con il peperoncino, aggiungete le maruzze nella padella con il vino bianco e mescolate bene, unite la passata di pomodoro e infine  un bicchiere d’acqua, cuocete a fuoco basso per circa mezzo’ora assicurandovi che non secchi il liquido di cottura. Servitele in una zuppiera con una spolverata di prezzemolo. Io nel prepararle abbondo sempre un po con il sugo che mi serve per preparare l’irrinunciabile spaghettino …..

 

Sanguinaccio 0

Posted on febbraio 21, 2012 by amministratore

Il sanguinaccio  è un prodotto universalmente riconosciuto, in Italia è anche un insaccato di diverse parti di maiale , per lo più interiora e sangue, arricchito con vari ingredienti in base alle tradizioni culinarie della regione in cui viene preparato. Ad esempio nella cucina calabrese è conosciuto col termine di sangiari e  viene preparato con il sangue di maiale, più l’aggiunta di ricotta o vino cotto. Nella cucina alpina, il sanguinaccio (sanganèl in friulano, boudin in valdostano, “bodin” in piemontese, birölt in Alta Valtellina) si consuma cotto insieme colla polenta. Nella cucina ligure, conosciuto col termine dialettale di berodo, l’insaccato è preparato con l’aggiunta di pinoli, sale, latte non scremato e cipolle. Nella cucina piemontese e lombarda si mescola il sangue del maiale a pane e/o patate e spezie e viene denominato marzapane (da non confondere con l’omonimo dolce di mandorla tipico di Sicilia e Puglia). Nella cucina dell’Alta Val Camonica, il sanguinaccio è un insaccato con una pasta simile a quella del cotechino, con l’aggiunta del sangue. Viene consumato in due modi: lessato insieme ad altri salumi (come il cotechino) e patate, oppure seccato in cantina e mangiato dopo qualche mese di essiccazione. Nella cucina toscana si prepara secondo la ricetta del mallegato o biroldo con l’aggiunta di varie spezie, tra cui i semi di finocchio selvatico. Nella cucina pugliese (lu sangunaz) e siciliana (detto sangeli), per la preparazione viene usato l’intestino, che cotto con del sangue messo all’interno viene tagliato a fettine e mangiato. In fine   nella cucina lucana e campana esistono diversi tipi di sanguinaccio a seconda delle zone. Nella zona del Vulture nell’Irpinia, nel Sannio e nell’alto Casertano , viene preparato con l’aggiunta di cioccolato fondente, vaniglia, cacao amaro e cannella. Vi è un’altra variante regionale che è composta da friselle tritate, biscotti secchi, riso, miele, caffè, cioccolata fondente e uva sultanina.

Stiamo parlando dunque di una pietanza che presenta una simiglianza con la morcilla spagnola, con la morcela portoghese, il black pudding inglese e, soprattutto, con il Blutwurst tedesco

 

Naturalmente il mio preferito è la crema dolce alla napoletana

Ingredienti 


Mezzo litro di sangue di maiale
1/4 litro di latte
g 350 cioccolato fondente
g 35 amido o fecola
g 50 cacao amaro
g 500 zucchero
buccia di 1 limone (solo se biologico)
g 70 cedro candito
g 100 di pinoli
una bustina di vaniglia
cannella e sale.

Il sangue dovrebbe essere preso al momento della macellazione del maiale. Per evitare che coaguli si lavora con una frusta e con un po’ di sale. Sarebbe meglio poi passarlo con un colino finissimo.
In una pentola sciogliete l’amido e il cacao con un po’ di latte tiepido, e qundo avete sciolto tutti i grumi aggiungete il sangue e il resto del latte girate con lo zucchero. Tagliate sottile la scorza gialla del limone,  senza la parte bianca. Fatela a spirale cosi’ potete poi toglierla agevolmente. Unite il cioccolato fondente tagliato in piccoli pezzi e la vaniglia e portate il recipiente sul fuoco dolcissimo, sempre mescolando con un cucchiaio di legno, fino ad ebollizione (cosa che richiedera’ un bel po’ di tempo a fuoco basso, ma non dovete aver fretta). Il sanguinaccio si addenserà ma da quando inizia a bollire calcolate ancora cinque minuti sempre mescolando. Lasciate raffreddare il sanguinaccio, togliete la scorza di limone e unitevi, mescolando bene, mezzo cucchiaino di cannella, il cedro a lamelle sottilissime e parte dei pinoli.  Servitelo decorato con i rimanenti pinoli e accompagnato con I vuati, come da tradizione.

 

 

Paccheri alla genovese 0

Posted on novembre 26, 2011 by amministratore

Si tratta di un piatto casereccio molto difficile da trovare al ristorante.
Molti credono che sia di origine genovese, ma non è assolutamente così. A Genova non è conosciuta in quanto si tratta di un piatto tramandato da secoli dalla cucina napoletana.
Esistono varie versioni sulla sua origine: alcuni dicono che sia stata inventata da un cuoco di nome Genovese, altri pensano che sia arrivata a Napoli nel XV secolo grazie ai marinai genovesi giunti nel porto partenopeo. Altre fonti ancora vedono invece la nascita della genovese alla corte borbonica da un cuoco genovese, un’ulteriore ipotesi attribuisce la creazione della genovese alla genialità di un cuoco di una delle migliori trattorie di Napoli; il cuoco, napoletano al 100%, era però soprannominato ‘o genoves’, da cui il nome del piatto.

Ingredienti

  • 1/2  Kg. di “paccheri”,
  • 1 Kg. di muscoletto o “lacerto” di vitellone,
  • 1 kg. di cipolle,
  • 2 carote,
  • 1 costa di sedano,
  • 4 pomodorini del pendolo (i puristi preferiscono un cucchiaino di concentrato di pomodoro),
  • olio extravergine d’oliva,
  • 50 gr. di strutto,
  • i vino bianco,
  • 40 gr. di parmigiano o pecorino,
  • sale e pepe quanto basta.

Preparazione

Legare il pezzo di carne, affettare finemente le cipolle e tagliare le carote e il sedano a piccoli cubetti; mettere il tutto in pentola con l’olio, lo strutto, i pomodorini spezzettati  e un pizzico di sale e pepe. Coprire e lasciar cuocere a fuoco lento per almeno un’ora e mezza, comunque finché gli ortaggi si siano disfatti, girando di tanto in tanto. Scoprire e aggiungere il vino bianco a più riprese e acqua fino a ottenere una crema densa, scura e lucida.

Cuocete  i “paccheri” e condirle con la salsa e qualche sfilacciatura di carne, sevendo con una spolverata di formaggio.

La carne può essere servita per secondo piatto.

Vuanti (…ma si scrive Guanti, alias chiacchiere o bugie) 2

Posted on novembre 23, 2011 by amministratore

Delle chiacchiere ci sono un milione di ricette, diverse anche da quartiere a quartiere, da vicolo a vicolo….. questa è la mia ricetta.
Ingredienti:
1/2 kg difarina
4 uova
1/2 bicchiere di olio extravergine di oliva
1/2 bicchiere di rum
un pizzico di sale
zucchero
olio per friggere

Preparazione:

Setacciare la farina versarla a fontana, al centro mettere le uova battute, l’olio, un pizzico di sale e la grappa, mescolate il tutto fino a renderlo sodo e elastico, non è necessario farla riposare,

 stendere la pasta in una sfoglia sottile,

tagliate a striscioline di un paio di centimeri,

fate un una spece di nodo con lastriscia

e friggere in olio molto caldo e abbondante fatele dorare, scolate e ancora molto calde passatele nello zucchero che si attacchera.

Le nostre chiacchiere si saranno sicuramente gonfiate bene durante la frittura, ma se le volete esageratamente gonfie potete mettere 1/2 bustina di lievito per dolci, anche in questo caso non è necessario far riposare …….

Riponete i le chiacchiere in una Guantiera e ……

 

Buon Appetito !

Pane cuotto cu’ l’uoglio (pane cotto all’olio) 0

Posted on novembre 01, 2011 by amministratore

Ingredienti :

200 gr di olio

1 litro di acqua

4 spicchi di aglio

3 foglie di alloro

parmiggiano , sale , pepe e pane raffermo

Fate bollire dell’acqua salata in una casseruola insieme a olio,  sale, spicchi d’aglio e foglie di alloro. Versare il brodo nelle scodelle sulle fette di pane raffermo cospargete con parmigiano e pepe.

 

cianfrotta sorrentina 0

Posted on ottobre 19, 2011 by amministratore

Per tornare al discorso di ieri ho scovato anche la ricetta della cianfotta sorrentina

ingredienti

olio d’oliva
peperoncino piccante
1 cipolla
1 spicchio aglio
400 gr pomodori san marzano
300 gr patate
200 gr carote
400 gr zucchine
200 gr zucca lunga
1 melanzana
300 gr zucchette
6 prugne secche
6 pere mast’antuono (o pere spadone)
balisico
sale
preparazione
Rosolare nell’olio la cipolla tagliata a fette sottili con il peperoncino e lo spicchio d’aglio, che eliminerete quando sarà dorato. Unite poi i pomodori pelati e tagliati a pezzi e lasciateli cuocere per circa dieci minuti prima di aggiungere le patate, le carote tagliate a dadini e un bicchiere d’acqua. Intanto sbucciate la zucca lunga e tagliatela a pezzetti; tagliate nella stessa forma anche le zucchine, le zucchette e la melanzana e unite ogni cosa nella casseruola. Mettete il sale quasi al termine della cottura in modo che le verdure non perdano la lucentezza dei loro colori. Lasciate cuocere a calore moderato per circa un’ora, senza mescolare troppo, aggiungete le prugne secche snocciolate e le pere (rigorosamente quasi acerbe) tagliate a pezzi. Dopo circa quindici minuti la cianfotta sarà ben cotta, controllate che il sale sia giusto e completate, aggiungendo profumo, con del buon basilico fresco.

Cianfrotta 0

Posted on ottobre 18, 2011 by amministratore

Ingredienti

800 gr patate
800 gr peperoni gialli
500 gr cipolle
500 gr pomodori maturi
1/2 bicchiere olio d’oliva
alcune foglie basilico
1 gambo sedano
4 cucchiai formaggio parmigiano grattugiato
sale
melanzane
zucchine
Preparazione

Passare i pomodori a crudo al setaccio. Tagliare le cipolle a fette sottili e metterle in casseruola con abbondante olio d’oliva (circa mezzo bicchiere). Porre sul fuoco e farle cuocere senza che prendano colore (appassire). Aggiungervi il pomodori e quando comincia a bollire aggiungervi le patate tagliate a cubettoni e lasciar cuocere a fuoco lentissimo, aggiungendo eventualmente acqua se l’intingolo asciugasse troppo. Intanto taglierete i peperoni a striscioline che aggiungerete al preparato che starà cuocendo. In ordine aggiungere melanzane e zucchine a piacere tagliate tipo a funghetto, è importante rispettare l’ordine “peperoni, melanzane, zucchine” per i diversi tempi di cottura. A cottura ultimata aggiungervi il basilico.
Un po di storia

La cianfrotta è un piatto tipico della cucina meridionale, essenzialmente uno stufato, che può venire consumato come contorno o come primo a seconda degli ingredienti che lo compongono e di come viene cucinato,  è a base di verdura, ma può presentare altri ingredienti come carne o pesce. Le verdure scelte sono solitamente patate, melanzane, pomodori, peperoni, peperoncino, cipolla,erbe aromatiche.

La varianti più note sono:

  • La cianfotta napoletana, in genere preparata per il riutilizzo del manzo bollito di patate, pomodoro e cipolle. È di solito condita con peperoncino ed origano.
  • La ciambota cilentana, composta da melanzane, patate, peperoni e, a volte, pomodori in padella.
  • La ciambotta della zona di Benevento, composta da patate, fagiolini, zucchine e foglie di bietola.
  • La cianfotta ventotenese, cucinata con ortaggi di stagione che si coltivano tradizionalmente nelle campagne di Ventotene, come asparagi, fave, carciofi e piselli.
  • La ciambotta lucana, a base di salsiccia, peperoni, cipolle, uova, pomodoro, prodotti tipici delle montagne della Basilicata.
  • La ciambotta pugliese, a base di pesce tipico della Puglia.

Puparuoli ‘mbuttinati (peperoni imbottiti) 0

Posted on ottobre 02, 2011 by amministratore

Tempo di preparazione circa 30-40 minuti (senza cottura)

Ingredienti:

  • 2/3 peperoni
  •  pane raffermo
  • salsiccia di Mondragone
  • formaggi vari
  •  un uovo
  •  olio extravergine di Mondragone
  •  sale e prezzemolo

Preparazione:
Per prima cosa puliamo bene i peperoni, possono essere sia tagliati a metà per ottenere una forma a barchetta, sia aperti solo dalla parte superiore. In quest’ultimo caso conservate la parte tagliata ed utilizzatela per richiudere il peperone prima della cottura. Personalmente preferisco la forma a barchetta, essa permette di presentare il piatto in maniera più ricca, ma questa è solo un’opinione. Preparati i peperoni passiamo al ripieno. Prendete il pane raffermo (preventivamente bagnato abbondantemente con acqua) e ponetelo in un’insalatiera insieme i formaggi tagliati a dadini e la salsiccia (quella piccante di Mondragone, m’arraccummann), sempre a dadini. Come formaggi potete usare quello che avete in casa, a patto di evitare formaggi da un sapore molto ricco. Aggiungete un pizzico di sale ed un pò di prezzemolo tritato, a questo punto impastate (con le mani, niente cucciaio!) il tutto ed omogeneizzate. Solo alla fine aggiungete un uovo (uno solo, altrimenti alla fine vi sembrerà di aver fatto una frittata…) che ha la funzione di rendere veramente omogeneo il nostro ripieno. Bene, abbiamo quasi finito, inserite il ripieno nei peperoni (se non avete scelto la forma a barchetta fate bene attenzione a non rompere il peperone mentre lo farcite ed alla fine “saldate” le due parti con degli stuzzicadenti) e mettete il tutto in una teglia da forno con sotto della carta forno. Un filo d’olio (extravergine di Mondragone, m’arraccummann) e poi via in forno per circa 20 min a 200°C

Scarola e fasuli (scarola e faggioli) 0

Posted on settembre 30, 2011 by amministratore

Ingredienti:

  • fagioli cannellini secchi200 g
  • 1 piede* di scarola (*cespo)
  • 1 costa di sedano
  • 2 spicchi di aglio
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • 1 pomodoro sanmarzano
  •  peperoncini secchi

Preparazione:
Mettete a bagno i cannellini per una notte, non mi stancherò mai di ripeterlo solo in acqua, quindi sciacquateli e metteteli in una pentola, meglio se di coccio, dopo aver preparato un fondo con gli spicchi di aglio il sedano tagliato a pezzetti e olio . Ricopriteli di acqua, aggiungete il pomodoro tagliato apezzi, salate e cuoceteli a fuoco lento per un’ora e mezza da quando inizia a bollire. Sfogliate la scarola, lavatela e tagliatela a pezzi, è meglio lavarla prima perche quando è tagliata perde parte degli utilissimi principi nutritivi durante il lavaggio .
Cuocete fino a farla appassire poi unite i faggioli e i peperoncini secchi a vostro gusto.
Continuate a cuocere per 10 minuti.
Servite con del pane raffermo sotto e un filo di olio crudo sopra.

Zuppetta scarola e faggioli 0

Posted on settembre 29, 2011 by amministratore

Ingredienti:

  • 1000 gr. di Insalata Scarola
  • 500 gr. di Fagioli Borlotti Secchi
  • 5 Pomodori Maturi
  • 1/2 Cipolla 50 gr. di Pancetta Di Maiale
  • Olio D’ oliva
  • Sale

Preparazione:
Mettere a bagno la sera prima i fagioli in acqua, mi raccomando, solo in acqua; scolarli e lessarli, a fuoco lento, per un paio d’ore in abbondante acqua senza sale.

In un casseruola con olio soffriggere la pancetta e la cipolla, unire i pomodori e lasciar cuocere per circa 15 minuti; versare i fagioli e la scarola lavata e tagliata grossolanamente, aggiungendo circa un litro d’acqua.

Regolare di sale e cuocere ancora per mezz’ora.

Rimescolare spesso e servire caldo.

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