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febbraio 21, 2012 by
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Il sanguinaccio è un prodotto universalmente riconosciuto, in Italia è anche un insaccato di diverse parti di maiale , per lo più interiora e sangue, arricchito con vari ingredienti in base alle tradizioni culinarie della regione in cui viene preparato. Ad esempio nella cucina calabrese è conosciuto col termine di sangiari e viene preparato con il sangue di maiale, più l’aggiunta di ricotta o vino cotto. Nella cucina alpina, il sanguinaccio (sanganèl in friulano, boudin in valdostano, “bodin” in piemontese, birölt in Alta Valtellina) si consuma cotto insieme colla polenta. Nella cucina ligure, conosciuto col termine dialettale di berodo, l’insaccato è preparato con l’aggiunta di pinoli, sale, latte non scremato e cipolle. Nella cucina piemontese e lombarda si mescola il sangue del maiale a pane e/o patate e spezie e viene denominato marzapane (da non confondere con l’omonimo dolce di mandorla tipico di Sicilia e Puglia). Nella cucina dell’Alta Val Camonica, il sanguinaccio è un insaccato con una pasta simile a quella del cotechino, con l’aggiunta del sangue. Viene consumato in due modi: lessato insieme ad altri salumi (come il cotechino) e patate, oppure seccato in cantina e mangiato dopo qualche mese di essiccazione. Nella cucina toscana si prepara secondo la ricetta del mallegato o biroldo con l’aggiunta di varie spezie, tra cui i semi di finocchio selvatico. Nella cucina pugliese (lu sangunaz) e siciliana (detto sangeli), per la preparazione viene usato l’intestino, che cotto con del sangue messo all’interno viene tagliato a fettine e mangiato. In fine nella cucina lucana e campana esistono diversi tipi di sanguinaccio a seconda delle zone. Nella zona del Vulture nell’Irpinia, nel Sannio e nell’alto Casertano , viene preparato con l’aggiunta di cioccolato fondente, vaniglia, cacao amaro e cannella. Vi è un’altra variante regionale che è composta da friselle tritate, biscotti secchi, riso, miele, caffè, cioccolata fondente e uva sultanina.
Stiamo parlando dunque di una pietanza che presenta una simiglianza con la morcilla spagnola, con la morcela portoghese, il black pudding inglese e, soprattutto, con il Blutwurst tedesco
Naturalmente il mio preferito è la crema dolce alla napoletana
Ingredienti
Mezzo litro di sangue di maiale
1/4 litro di latte
g 350 cioccolato fondente
g 35 amido o fecola
g 50 cacao amaro
g 500 zucchero
buccia di 1 limone (solo se biologico)
g 70 cedro candito
g 100 di pinoli
una bustina di vaniglia
cannella e sale.
Il sangue dovrebbe essere preso al momento della macellazione del maiale. Per evitare che coaguli si lavora con una frusta e con un po’ di sale. Sarebbe meglio poi passarlo con un colino finissimo.
In una pentola sciogliete l’amido e il cacao con un po’ di latte tiepido, e qundo avete sciolto tutti i grumi aggiungete il sangue e il resto del latte girate con lo zucchero. Tagliate sottile la scorza gialla del limone, senza la parte bianca. Fatela a spirale cosi’ potete poi toglierla agevolmente. Unite il cioccolato fondente tagliato in piccoli pezzi e la vaniglia e portate il recipiente sul fuoco dolcissimo, sempre mescolando con un cucchiaio di legno, fino ad ebollizione (cosa che richiedera’ un bel po’ di tempo a fuoco basso, ma non dovete aver fretta). Il sanguinaccio si addenserà ma da quando inizia a bollire calcolate ancora cinque minuti sempre mescolando. Lasciate raffreddare il sanguinaccio, togliete la scorza di limone e unitevi, mescolando bene, mezzo cucchiaino di cannella, il cedro a lamelle sottilissime e parte dei pinoli. Servitelo decorato con i rimanenti pinoli e accompagnato con I vuati, come da tradizione.